la valigia dimenticata
 
 
 

A cura di Mauro Ristè

La valigia dimenticata


C’è un esercito silenzioso e instancabile di lavoratori che contribuisce a tenere in piedi la nostra economia, che tesse le fila tra chi produce (le imprese) e chi consuma (noi cittadini), che percorre migliaia di chilometri nelle strade del nostro paese: quello degli agenti di commercio, i “rappresentanti” nella accezione popolare. In Italia ce ne sono circa 250.000, e per le loro mani, o meglio per i loro “copia commissioni”, passa il 70% del PIL nazionale. Nella regione Marche sono oltre 8.000 quelli operativi, anche se alcuni di essi sono in realtà “dipendenti mal inquadrati”, che lavorano per una sola impresa. La categoria degli agenti di commercio, per la sua importanza strategica, dovrebbe essere maggiormente riconosciuta, valorizzata, coinvolta, utilizzata per facilitare scambi commerciali in incontri istituzionali, ma così non è. Il contratto nazionale non garantisce elementi minimi di tutela: gli agenti di commercio non hanno diritto a nessun “ammortizzatore sociale” e non esistono soglie minime di reddito. I giovani fanno sempre più fatica a intraprendere la professione di agente, nonostante ce ne sia grande richiesta. La speranza è che le Istituzioni si impegnino a migliorare questa situazione, innanzitutto sostenendo in sede di conferenza Stato-Regioni le due proposte di legge presentate alla Camera dei Deputati dalla nostra Associazione Nazionale. Le due proposte di legge chiedono una maggiore tutela contrattuale (tra cui la limitazione del monomandato) e l’introduzione di una doppia patente di guida (come per tassisti e camionisti), proprio perché gli agenti di commercio sono utilizzatori “speciali” della strada. Dovremmo cercare di valorizzare lo sviluppo professionale della forza vendita, soprattutto giovanile, con l’accesso a contributi per le aziende che investono in questo settore e per i giovani che iniziano questa attività, cercando di ottenere sgravi presso il sistema sanitario regionale per tutti quegli agenti che hanno in prima persona o propri familiari con problemi di handicap, inoltre dovremmo agevolare i corsi per l’abilitazione professionale rendendoli gratuiti o a bassissimo costo (come già fanno altre regioni). Infine, chi meglio di un agente di commercio può fornire un punto di vista professionale sui problemi legati al commercio, al turismo e persino alla viabilità? Allora cosa aspettiamo ad alzare la voce verso le nostre Istituzioni Regionali tenendo in considerazione la categoria degli Agenti, magari facendoci coinvolgere in tavoli di discussione nella risoluzione di problemi o nella elaborazione di strategie su questi settori?